Una mia foto gira senza permesso
Salva le prove, chiedi la rimozione e coinvolgi un adulto se la situazione continua, diventa umiliante o viene usata per minacciarti.
Ho un dubbio su questoCi sono giorni in cui online ridi, scopri musica, mandi video agli amici e perdi il conto dei minuti. Altri in cui la chat ti pesa tantissimo, una foto gira più di quanto vorresti o il feed sembra sapere cosa mostrarti prima ancora che tu abbia deciso cosa cercare. Posta con la testa nasce per quei momenti.
Tra TikTok, Instagram, chat, gruppi, AI, foto e challenge puoi trovare cose bellissime e anche situazioni che non sai subito come gestire. Qui puoi capire meglio cosa sta succedendo, senza sentirti sotto esame, trovare un primo passo quando hai un dubbio e usare il digitale anche per costruire qualcosa di tuo.
Non serve conoscere tutte le regole di internet. Serve riconoscere quando una situazione sta cambiando e sapere qual è il primo passo utile.
Salva le prove, chiedi la rimozione e coinvolgi un adulto se la situazione continua, diventa umiliante o viene usata per minacciarti.
Ho un dubbio su questoSilenziare, uscire, bloccare o chiedere aiuto non è “fare la spia”. Se una chat pesa anche quando lo schermo è spento, merita attenzione.
Ho un dubbio su questoNome, foto, età e perfino voce possono essere falsi. Se qualcuno chiede segreti, foto o insiste per spostarsi in privato, fermati.
Ho un dubbio su questoUna risposta sicura non è per forza vera. Controlla origine, data, fonte e contesto. L’AI può essere bravissima a dire bene anche una cosa sbagliata.
Ho un dubbio su questoFiltri, selfie e reazioni possono trasformare lo smartphone in uno specchio con una giuria intorno. Il corpo non è una pagina profilo.
Ho un dubbio su questoUn trend può essere gioco e creatività. Se per partecipare devi rischiare, mostrare troppo o superare un limite che non senti tuo, puoi lasciarlo scorrere.
Ho un dubbio su questoLeggi le domande che sono già arrivate e le risposte pubblicate in forma anonima. Se la tua non c’è, puoi scriverla allo sportello.
Manuale pratico per usare social, chat e smartphone senza perdere il filo
LUISA MANTERO
Un manuale scritto direttamente per ragazze e ragazzi, social, chat, AI, feed, fake news, foto, corpo, challenge, sport e tutte quelle situazioni che succedono online prima che qualcuno abbia spiegato come gestirle.
Preordina la tua copia per Natale 2026. Il preordine non richiede alcun pagamento. Quando saranno definiti prezzo, uscita e modalità di consegna riceverai tutte le informazioni e potrai confermare con calma.
Feed viene dall’inglese to feed, nutrire. È il flusso che scorre quando apri una piattaforma. Video, post, Reel, storie, persone, pubblicità, notizie. Tu lo guardi, ma intanto anche il feed impara qualcosa da te.
La pagina Per Te osserva soprattutto che cosa guardi fino alla fine, cosa riguardi, cosa cerchi, condividi o salti. Se ti fermi spesso su un certo tipo di video, può iniziare a servirtene molti altri simili.
Home, Reels ed Esplora cambiano anche in base ai profili che segui, ai Reel che guardi, ai post che salvi, alle ricerche e alle persone con cui interagisci di più.
Cerca di proposito tre cose che ti interessano davvero, per esempio musica, fotografia, sport, scienza, libri o disegno. Segui qualche profilo valido, salva contenuti utili e usa “Non mi interessa” quando qualcosa ti appesantisce. Poi osserva se il tuo feed comincia a cambiare.
La testa non serve soltanto per difendersi dal digitale. Serve per usarlo bene. Non devi essere un programmatore per cominciare, spesso un progetto nasce da una domanda semplice.
Luoghi accessibili, fontanelle, biblioteche, spazi sicuri per studiare, posti dove fare sport gratuitamente.
Una pagina o un piccolo sito per aiutare chi entra per la prima volta nella tua scuola, squadra o città.
Calendario, raccolta materiali, regole per foto e spogliatoi, messaggi contro prese in giro e pressioni sul corpo.
Un podcast, una newsletter, un prototipo, una raccolta di opportunità di volontariato. Parti da qualcosa che vorresti funzionasse meglio.
Le idee migliori spesso partono da qualcosa che non funziona ancora bene. Raccontami la tua. Rispondo a tutte le proposte.
Lo sportello raccoglie dubbi e domande senza chiedere dati personali. Serve a capire il primo passo, trovare parole più chiare e sapere quando coinvolgere un genitore, un insegnante o un’altra persona adulta di fiducia.
GRATUITO PER RAGAZZE E RAGAZZIIncontri per genitori, docenti, educatori, allenatori, accompagnatori, scuole, associazioni, società sportive e aziende. I percorsi vengono progettati in base al gruppo, al tema e alla durata.
PROPOSTA DEDICATAPercorsi modulari per genitori, docenti, educatori, allenatori e accompagnatori. Partono dalle situazioni che succedono davvero, chat, foto, feed, AI, corpo, sport, privacy, reputazione, challenge, adescamento e fake news. Sono percorsi professionali costruiti su misura, con proposta definita in base a durata, numero di partecipanti e contesto.
Età, primi profili, smartphone, privacy, fiducia, orari e accordi familiari che si possono davvero rispettare.
Quando una foto smette di essere “solo una foto”, cosa chiedere prima di pubblicare e come intervenire se un contenuto gira.
Come funzionano feed, notifiche e profilazione. Perché il problema non è soltanto quanto tempo si passa online, ma cosa ci nutre.
Come accompagnare l’uso dell’intelligenza artificiale senza demonizzarla e senza scambiarla per una fonte infallibile.
Cyberbullismo, esclusione, ricatto, richieste intime, adescamento e segnali che meritano l’intervento di un adulto.
Filtri, confronto, autostima, corpo, identità e il confine tra guardarsi e cominciare a giudicarsi con gli occhi degli altri.
Screenshot, esclusioni, sticker, contenuti che escono dal contesto e responsabilità condivisa.
Segnali, dinamiche di gruppo, ruolo di chi guarda, conservazione delle prove e primo intervento educativo.
Compiti, fonti, errori, prompt, responsabilità e attività didattiche che trasformano l’AI in uno strumento.
Un metodo semplice per verificare fonte, data, contesto, immagini e contenuti generati o manipolati con AI.
Come aprire conversazioni su filtri, immagine di sé, pressione del gruppo e identità digitale senza moralismi.
Dalla foto in classe alle chat, costruire poche regole comprensibili, condivise e applicabili.
Quando il risultato entra nel feed, il confronto non finisce più a fine gara. Pressione, sconfitte e recupero.
Consenso, spogliatoi, trasferte, storie, chat di squadra e responsabilità di chi pubblica.
Feed fitness, integratori, consigli alimentari, body image e informazioni da non prendere per vere solo perché virali.
Regole per chat, prese in giro, esclusioni, ruoli, orari e gestione dei conflitti fuori dal campo.
Riconoscere disagio, isolamento, pressione e situazioni in cui coinvolgere famiglia, scuola o professionisti.
Un incontro pratico su immagini, feed, chat, corpo e responsabilità costruito direttamente con atleti e atlete.
Come reagire quando arriva una confidenza online senza partire dalla colpa, dalla punizione o dal panico.
Litigio, cyberbullismo, minaccia, ricatto, foto intime, profilo falso, situazioni diverse richiedono risposte diverse.
Feed, creator, gaming, challenge, AI e linguaggi digitali spiegati senza dover diventare esperti di ogni piattaforma.
Questo è uno spazio gratuito di ascolto e orientamento. Puoi lasciare un dubbio senza nome e senza raccontare dati personali. Io leggo davvero le domande. Quando una risposta può essere utile anche ad altre persone, la pubblico in forma completamente anonima nella sezione Ti rispondo qui. Torna su questa pagina nei giorni successivi e controlla gli aggiornamenti. Non è un servizio di emergenza, una terapia o una consulenza legale.
Parlane subito con un genitore, un insegnante o un’altra persona adulta che si prende cura di te. Se c’è un pericolo immediato chiama il 112. Il 114 Emergenza Infanzia è attivo per situazioni di pericolo che riguardano bambini e adolescenti.
No. Se una foto riguarda te, hai diritto a dire che non vuoi che venga usata in quel modo. Chiedi con chiarezza di cancellare lo sticker e di non inoltrarlo. Se continua a girare, salva le prove e parlane con un genitore, un insegnante o un altro adulto di fiducia. “Era per ridere” non rende automaticamente divertente qualcosa che ti mette a disagio.
Perché anche fermarti a guardare è un segnale. Se resti fino alla fine, riguardi il video, apri i commenti o il profilo, la piattaforma può capire che quel contenuto riesce a trattenerti. Prova a saltarlo prima, usa “Non mi interessa” e cerca intenzionalmente contenuti diversi. Il feed è anche la bolla che contribuisci a costruire.
La sicurezza con cui è scritta una risposta non dimostra che sia vera. L’AI può essere utilissima per capire, creare e partire da una domanda, ma può anche inventare dettagli o fonti. Per le cose importanti controlla sempre su una fonte affidabile e chiediti chi si assume la responsabilità di quello che stai leggendo.
Se la conosci soltanto online, non puoi saperlo con certezza. Nome, foto, età, voce e perfino brevi video possono essere falsi o manipolati. Non mandare immagini che non vuoi perdere di controllo e non tenere segreta una richiesta che ti mette a disagio. Chiudi la conversazione e parlane subito con un adulto di fiducia.
Non aggiungere altri commenti è già meglio che rilanciare, ma puoi fare qualcosa in più senza trasformarti in un eroe. Non mettere like, non inoltrare, scrivi in privato alla persona coinvolta e, se la situazione continua o diventa pesante, parlane con un adulto. Chi guarda può alimentare una dinamica oppure contribuire a fermarla.
Il digitale cambia lingua in fretta. Alcune parole sembrano chiarissime finché non devi spiegarle. Nel glossario trovi già 70 termini con significati semplici ed esempi pratici, tra social, relazioni, sicurezza, AI, privacy, gaming e pubblicità.